In Europa ha già preso piede da tempo, mentre in Italia il nuovo format capace di rimettere in discussione tempi, luoghi e immaginario del divertimento elettronico ha appena cominciato a farsi strada. Si tratta del morning club, un’idea semplice ma potente: portare un dj set in un bar, la domenica mattina, all’ora della colazione.
La console prende il posto del bancone con selezioni house ed elettroniche, il tutto in un contesto informale, luminoso, accessibile a tutti.
Ancora una volta, Albertino e la sua squadra intercettano un bisogno: vivere la musica elettronica come esperienza culturale e sociale fuori contesto. Il mattino diventa uno spazio nuovo di aggregazione, dove si incontrano generazioni diverse, appassionati storici e curiosi, famiglie, studenti, lavoratori. Un pubblico trasversale che riscopre il piacere dello stare insieme attraverso la musica, senza rinunciare alla qualità artistica, ma più che riscrivere le regole del divertimento, il morning club sembra riscriverne l’orario
Insomma, la cultura del wellness che incontra la techno.
Ma non è un fenomeno che interessa solo i ventenni: il soft clubbing piace soprattutto agli adulti che tra carriera e figli e non possono più fare le ore piccole. In questo modo possono vivere la passione per la musica elettronica senza star fuori tutta la notte.
In Italia l’evento di soft clubbing più famoso è l’m2o Morning Club di Albertino a Milano, che ha riempito la Fabbrica del Vapore di domenica mattina, dalle 10 alle 15, con musica elettronica e ospiti (l’ultimo è stato Jovanotti), ma l’esperienza del morning club la si può vivere anche a Torino, Bologna, Roma, Genova, Bari e in tante altre città italiane.
